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I dintorni |
Monselice: |
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MONSELICE IN GENERALE
Insediamenti di Palafitte e sito romano, in seguito, nasce nel V° secolo come fortificazione longobarda. DINTORNI: Villa Pisani, Villa Contarini, Villa Tortorini, Cà Bertana, Casa Brigo, Casa Paradisi, Villa Capodivacca, Villa Emo, Villa Barbaro, Villa Buzzaccarini, Palazzotto Businaro. VILLA DUODO A metà costa del Colle della Rocca, fu costruita questa importante villa in due momenti successivi. Il corpo centrale, sulla destra è del 1593 ed è opera dell' architetto Scamozzi. La parte frontale, del 1740, venne eificata su progetto dell' architetto Andrea Tirali. L'edificio venne commissionato dalla nobile famiglia veneziana dei Duodo, quale loro residenza a Monselice. La villa è visitabile solo esternamente. LE SETTE CHIESE Papa PaoloVI concesse nel 1605 l' indulgenza plenaria a chi avesse percorso il tragitto delle sei chiesette, intitolate ad altrettante basiliche Romane, fino a raggiungere la Chiesa di san Giorgio, posta sulla sommità del monte. LA PORTA ROMANA Alla zona sacra delle sette chiese si accede per un ingresso, denominato "porta romana o "porta santa". Iscrizione: Romanis basilicis pares. IL CASTELLO DI MONSELICE Costruzione longobarda, potenziata durante l' invasione dei Franchi. Ezzelino da Romano, vicario, in terra veneta dell' imperatore FEDERICO II, procedette, nel XXXIII secolo al suo ampliamento ed alla edificazione della cosiddetta TORRE EZZELINIANA, un possente edificio difensivo posizionato, in luogo distaccato rispetto al corpo centrale dell'edificio. I Carraresi, all' inizio del XIV secolo suddivisero i grandi stanzoni centrali in sale minori, adibite ad uso civile. Fu luogo di battaglia tra i Carraresi ed il successivo vicario imperiale, Cangrande della Scala, Signore di Verona. In epoca veneziana divenne dimora residenziale delle famiglie Marcello, Duodo e Nani. Queste le sale principali: armeria, appartamento Marcello, cortile veneziano, salone d' onore, sala del camino, castelletto, cucine medievali,sala del consiglio. LA SALITA Il bellissimo percorso merita una visita da parte del turista. La salita è scandita dalla presenza di importanti architetture. Parte da Piazza Mazzini di Monselice. Lungo il tragitto troviamo: Chiesa di san Paolo, Cripta di San Francesco (con enigmatica necropoli di bambini), palazzo del monte di Pietà, Biblioteca comunale,, villa Nani, Il Duomo vecchio, Le sette chiese, Villa Duodo, La scalinata di san Francesco, la chiesa di San Giorgio. LA PORTA DEI LEONI Realizzata nel 1712 su ordine del nobile veneziano Nicolò Duodo, la Porta dei Leoni (esplicito riferimento alla simbologia veneziana), immette all' esedra ed alla vista panoramica della città di Monselice ESEDRA Dall' esedra posta lungo la salita che porta alla chiesa di San Giorgio, si gode una fantastica vista panoramica sulla città di Monselice e sulla pianura. Risalgono alla metà del 1600. SAN Francesco Saverio dimorò in questi luoghi ed a lui Alvise Duodo la dedicò nell' anno 1537. |
Este |
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CHIESA DI SAN MARTINO DI ESTE
Di struttura semplice ed elegante la chiesa di san Martino, di Este è la più antica della città.
Risale al trecento ed è stata ristrutturata nel seicento. L'interno è a pianta basilicale, a tre navate.
IL CASTELLO DI ESTE Prima struttura risale al 1238 e fu distrutta dalle truppe di Ezzelino da romano Negli anni '40 del XIV secolo venne ricostruita. Il nucleo più antico è rappresentato da una cerchia di mura con una chiesetta e un grande edificio centrale. Una serie di cinte murarie vennero a cingere le primitive strutture e vi furono edificati vari fabbricati residenziali. Intorno alla metà del XIII secolo, il marchese d'Este restaurò il castello in senso difensivo. PIAZZA DI ESTE Costituisce il centro cittadino. Il suo nome è Piazza maggiore.Vi si trova la via principale con la torre civica di Portavecchia (costruzione barocca del 1690).lastricata in trachite, su un lato della quale si erge il pennone alzabandiera. I palazzi più importanti sono: il Palazzo Municipale con una loggia a colonnato, l'edificio gotico del Gabinetto di Lettura, il palazzo del monte di pietà. |
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| Torre Civica | Torre del Castello | Porta antica | Particolare edificio | La torre civica lato est |
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| La Torre Civica da Piazza Maggiore | Piazza Maggiore antichi edifici | Piazza Maggiore il municipio |
Il Comune di Granze |
(Fonte: sito www.comune.granze.pd.it - con autorizzazione comunale)
Ampio territorio agricolo, già appartenente al Comune di Vescovana, autonomo dal 1914. Un tempo territorio paludoso, poi bonificato, ha sempre mantenuto la sua vocazione agricola gestita dai monaci Benedettini.Villa Rusconi Camerini nel XVI secolo ha sostituito l'antico monastero benedettino presidio di bonifica e di coltura del territorio.Infatti anche il nome del Comune deriva da quello dei centri di raccolta delle proprietà terriere monastiche.La sistemazione attuale dell'abitato risale appunto al progetto del XVI secolo, quando sorse la villa Rusconi Camerini con le sue adiacenze e l'oratorio.Dello stesso periodo sembra essere la Chiesa di S.Cristina e la Villa Prosdocimi con l'ampia barchessa.Il turista può ammirare il panorama bellissimo e giocare nel labirinto. BACINO LAVACCI OASI NATURALE LOCALIZZAZIONE: Sito posto fra i Comuni di S. Urbano, Villa Estense e Granze di Vescovana. DIMENSIONE Superficie complessiva pari a Ha 31.33.05. ASPETTI AMBIENTALI L'ambito dei Lavacci, altrimenti conosciuto come "Bacino Valgrande", deriva dal vasto complesso di paludi, laghi e terre semi-sommerse che un tempo si estendeva tra le province di Verona e di Padova fino alle foci dell'Adige. Oggi appare un prezioso, raro, esempio di sistema di transizione. E' uno degli ambiti naturalistici più importanti della Provincia di Padova ed è' uno degli ultimi e rari esempi di foresta umida che, ancora in epoca medievale, interessava gran parte delle aree acquitrinose della Bassa Padovana.
Tale bacino è una cassa di espansione del canale Masina, cassa creata nel 1929 con interventi successivi fino a trenta anni fa per ovviare a problemi di natura idraulica inerenti alla confluenza con il fiume Gorzone che era presente in corrispondenza del ponte di Carmignano. "Tale bacino ha mantenuto in prevalenza l'originario uso agricolo, sviluppando però una fisionomia prettamente ambientale e naturalistica nella zona più a valle in prossimità della attuale confluenza dei due corsi d'acqua.
Vi si riscontrano piccole e frammentate, ma complete, seriazioni di associazioni vegetali , che vanno dai boschetti ripariali (salico-populeti con esemplari di olmo), ai cariceti, dai fragmiteti al tipheto per terminare, negli specchi liberi d'acqua, differenziandosi secondo la mobilità della corrente, alle associazioni di idrofite a Ninphaea, Nimphodes e Lemna. La vegetazione arborea dei Lavacci e' costituita prevalentemente da salici, pioppi e, in misura minore, da ontani. Lungo gli argini, al limite delle zone a prato, si trovano gli arbusti tra i quali vanno ricordati: la sanguinella, il biancospino, il prugnolo e la rosa canina.
Le aree acquitrinose sono invece popolate da canna palustre, dal carice e da una serie di piante erbacee molto interessanti come il giaggiolo di palude, la sarcinella e la ninfea.
Nelle aree prative e lungo le arginature sono frequenti la salvia dei prati, il ginestrino, la margherita maggiore ed il luppolo.
Per la ricca varietà di ambienti e per il relativamente modesto disturbo arrecato dalle attività colturali che si esercitano nel contorno, compreso l'accesso agli argini con mezzi meccanici, nel biotopo sono presenti numerosissime specie dell'avifauna, dagli anatidi agli ardeneidi, non escluse specie rare e di spiccato interesse naturalistico (Martin pescatore, Merlo acquaiolo, Rigogolo, garzetta, l'airone cenerino, la nitticola ed il cuculo.ecc.). Il bosco dei Lavacci e' conosciuto anche come Bosco del Bacino, un toponimo che fa riferimento alla grande opera di riassetto idraulico della zona.
Da un documento del 1424 risulta che la valle dei "Lavachi" era molto piu' estesa dell'attuale. A sud raggiungeva l'argine di S. Caterina e a nord il vecchio tracciato stradale che da Carmignano raggiungeva Granze. Il progressivo recupero dei terreni vallivi, per fini agricoli, ha progressivamente modificato l'assetto ambientale di questi luoghi.
CHIESA DI S. CRISTINA Venne ricordata nel 1260 tra il Comune di Padova e Azzo d'Este come "Ecclesia S. Christinae de vescovana". Il vescovo Barozzi nel 1489 la trovò in stato di abbandono, mentre nel 1587 vi fu la visita pastorale presso la nuova chiesa di S. Cristina.Successivamente venne abbellita ed arricchita del campanile, canonica e cimitero. VILLA PROSDOCIMI (privata) Elegante villa del seicento, disposta su tre piani, cui si accede attraverso un elegante portale a monofore arcuate. L'interno della villa è caratterizzato da eleganti saloni e da una grande scalinata che conduce al piano nobile. Il complesso monumentale e' costituito, oltre che dalla villa, da alcuni rustici e da una bella barchessa con ampie arcate. VILLA RUSCONI CAMERINI (privata) Villa Rusconi Camerini nel XVI secolo ha sostituito l'antico monastero benedettino presidio di bonifica e di coltura del territorio.Infatti anche il nome del Comune deriva da quello dei centri di raccolta delle proprietà terriere monastiche. La sistemazione attuale dell'abitato risale appunto al progetto del XVI secolo, quando sorse la villa Rusconi Camerini con le sue adiacenze e l'oratorio. ASSOCIAZIONI AVIS INTERCOMUNALE GRANZE-VESCOVANA Presidente Bonaldo Ervino VIA DELLA LIBERTA' 39 TEL. 0429 98505 PRO LOCO presidente Zilio Paolo, Via Ponticelli 32, 0429 690752 ANCR presidente Rizzo Onorato Via della Libertà 21 0429 690577 ASSOCIAZIONE "LA FONTANA", presidente Cuccato Floriano A.S. AURORA GRANZE CALCIO, Presidente Carbonin Giuseppe AMATORI CALCIO GRANZE, Presidente Mauro Montorio AFI - GRUPPO FAMIGLIE DI GRANZE, presidente Sette Palino FEDERCACCIA, presidente Martinello Lino. |
L'ABBAZIA DI PRAGLIA |
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A 28 chilometri a nord dall'Agriturismo le Bove si trova l'antica Abbazia Benedettina di Praglia,dove è possibile effettuare visite guidate
ORARIO VISITE GUIDATE: Domenica e giorni festivi: Orario solare: 14,30; 15,00; 15,30; 16,00; 16,30 Orario legale: 15,30; 16,00; 16,30; 17,00; 17,30 Giorni feriali: Orario solare: 14,30; 15,10; 15,50; 16,30 Orario legale: 15,30; 16,10; 16,50; 17,30 Scolaresche solo al mattino con prenotazione. Chiuso: tutti i lunedì; Capodanno; Epifania; Triduo pasquale; Pasqua; Pentecoste; Assunzione; Tutti i Santi; Immacolata; Natale e vigilia. Sito ufficiale dell'Abbazia:www.praglia.it |